Lo Statuto

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Lo Statuto2016-11-15T12:30:21+00:00

Lo Statuto

ART. 1 – DENOMINAZIONE

L’associazione professionale, come sopra costituita, viene denominato “Studio Idee Atti Chiara Balasso Marta Cavaglieri Carlo Tornaghi Lorenzo Maria Associazione Professionale”, che potrà abbreviarsi in “Studio Idee”.

L’indicazione della denominazione deve essere riportata negli atti e nella corrispondenza dell’associazione professionale e dei singoli associati quando operino nell’ambito della stessa. Qualora un associato si trovi in stato di incompatibilità allo svolgimento della professione, il relativo nominativo non potrà essere menzionato nella corrispondenza e negli atti.

ART. 2 – SEDE

L’associazione professionale ha sede a Mantova in Via Benzoni 27

ART. 3 – OGGETTO SOCIALE

L’associazione professionale ha per oggetto:

– lo svolgimento in forma associata della professione degli associati e quindi la fornitura a terzi di prestazioni di lavoro autonomo in genere e di opera intellettuale, in particolare rientranti nell’ambito della professione degli associati o ad esse funzionalmente connesse;

– il coordinamento di prestazioni intellettuali, anche diverse;

– l’organizzazione in proprio di convegni e la partecipazione, anche in qualità di relatore, degli associati a convegni da altri organizzati.

L’associazione professionale potrà compiere tutte le operazioni mobiliari, immobiliari e finanziarie che saranno necessarie e utili al raggiungimento dello scopo sociale.

Restano comunque escluse dall’oggetto sociale e precluse all’associazione professionale l’attività d’impresa nonché ogni altra attività vietata dalla legge agli associati (credito, assicurazione, professioni protette, ecc.).

L’associazione professionale può procurarsi i mezzi finanziari necessari allo svolgimento della propria attività in ogni forma prevista dalla legge, e quindi anche contrarre mutui, aprire conti correnti e compiere ogni altra operazione di finanziamento, con privati o istituti di credito.

L’associazione professionale ha altresì per oggetto, in via sussidiaria, l’acquisizione e la gestione dei mezzi necessari o utili per lo svolgimento dell’attività professionale degli associati, al fine di contenere i costi dei beni e servizi comuni e di ripartire tra gli associati le spese relative alla loro professione.

ART. 4 – ASSOCIATI – REQUISITI

Gli associati dell’associazione professionale devono possedere gli eventuali requisiti previsti dalla legge per l’esercizio della professione. Nei limiti e nei modi previsti dalla legge possono essere ammessi a collaborare all’interno dell’associazione professionale, tirocinanti, apprendisti e altri collaboratori non subordinati. I collaboratori interni non possono svolgere attività eventualmente riservata dalla legge ai professionisti.

ART. 5 – ATTIVITÀ DEGLI ASSOCIATI DELL’ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE

Gli associati svolgono la propria attività professionale nell’ambito dell’associazione professiona-le, conferendovi la propria opera. Le prestazioni d’opera degli associati devono essere compiute personalmente dagli associati. Quando ciò sia previsto dagli usi e non sia in contrasto con quanto specificamente precisato nel mandato, ciascun associato può affidare incarico di sostituzione anche a professionista non associato.

L’associazione professionale può avvalersi della collaborazione di ausiliari e collaboratori purché la collaborazione non sia incompatibile con l’oggetto della prestazione e sia consentito dal contratto o dagli usi. I doveri di segreto e di riservatezza si estendono a tutti gli associati, i quali devono operarsi per farli osservare anche dai collaboratori, dagli ausiliari e dai dipendenti dell’associazione. Per effetto del conferimento d’opera il risultato economico dell’attività professionale svolta dagli associati nell’ambito dell’associazione professionale fa capo all’associazione professionale stessa. Gli onorari relativi sono perciò automaticamente acquisiti dall’associazione professionale e sono fatturati direttamente dall’associazione professionale a proprio nome. Viceversa e parallelamente, tutti i costi sostenuti direttamente dall’associazione professionale inerenti all’attività professionale svolta nell’ambito dell’associazione professionale, sono a carico dell’associazione professionale e vengono rimborsati dall’associazione professio-nale ai singoli associati che li abbiano eventualmente sostenuti.

ART. 6 – REGOLAMENTO

Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto, l’attività degli associati dell’associazione professionale, può essere disciplinata mediante un regolamento, approvato dall’assemblea degli associati ai sensi dell’art. 11 dello statuto. In caso di variazione del regolamento, gli associati dissenzienti possono recedere ai sensi dell’art. 17 dello statuto con un preavviso di 6 mesi.

ART. 7 – BENI E SERVIZI SOCIALI

I beni e servizi destinati all’attività professionale vengono acquistati dall’associazione professio-nale e sono a disposizione degli associati per l’attività professionale comune.

L’associato non può servirsi, senza il consenso di tutti gli altri associati, dei beni e servizi dell’associazione professionale per fini estranei a quelli dell’associazione professionale.

ART. 8 – RAPPORTI CON I TERZI

Il rapporto professionale intercorre direttamente tra i clienti ed il singolo associato, che risponde personalmente e professionalmente del proprio operato. Agli effetti patrimoniali, l’attività fa invece capo all’associazione professionale e vale quindi la responsabilità diretta dell’associazione professionale, e solo sussidiariamente quella personale e solidale degli associati ai sensi dell’art. 2267 del codice civile. Per le obbligazioni sociali rispondono, personalmente e solidalmente con l’associazione professionale, gli associati che hanno agito in nome e per conto dell’associazione professionale, con esclusione di ogni responsabilità per gli altri associati. In caso di controversia con i clienti le conseguenze economiche, comprese le spese di difesa e il risarcimento dei danni per illeciti civili e penali, sono a carico dell’associazione professionale la quale potrà rivalersi sull’associato. L’associazione professionale potrà stipulare a proprie spese adeguato contratto di assicurazione per la copertura di rischi professionali per l’attività svolta dai singoli e rientrante nell’associazione professionale. Nello svolgimento degli incarichi professionali gli associati devono rendere nota la loro appartenenza all’associazione professio-nale; nei rapporti professionali intrattenuti a titolo individuale l’associato deve rendere nota al cliente l’estraneità del rapporto rispetto all’associazione professionale. Ogni associato deve segnalare immediatamente agli associati e ai terzi interessati eventuali situazioni di incompatibili-tà o di conflitto di interessi relative all’assunzione e all’espletamento di incarichi.

ART. 9 – DETERMINAZIONE DEI CORRISPETTIVI – PRESTAZIONI GRATUITE

Di regola le prestazioni effettuate nell’ambito dell’associazione professionale sono a titolo oneroso e il valore dei corrispettivi viene determinato dal professionista che effettua la singola prestazione. In deroga a quanto sopra previsto possono essere effettuate a titolo gratuito le prestazioni a favore di parenti del singolo associato.

ART. 10 – AMMINISTRAZIONE E RAPPRESENTANZA

L’amministrazione e la rappresentanza dell’associazione professionale sia di fronte a terzi che in giudizio spettano disgiuntamente a ciascuno degli associati i quali potranno compiere qualunque atto di ordinaria amministrazione occorrente per il raggiungimento dell’oggetto sociale.

ART. 11 – ASSEMBLEA

Tutti gli associati con delibere unanime si pronunciano sui seguenti oggetti:

– l’ammissione del rendiconto;

– l’ingresso di nuovi associati;

– l’esclusione e il recesso degli associati;

– le modifiche dello statuto e del regolamento.

ART. 12 – ESERCIZIO SOCIALE E BILANCIO

Gli esercizi sociali si chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Il primo esercizio sociale si chiude il 31 dicembre del corrente anno. Entro due mesi dal termine di ogni anno gli associati procede-ranno alla formazione dell’inventario, sulle risultanze del quale e della contabilità sociale redigeranno il rendiconto della gestione e il bilancio.

ART. 13 – UTILI E PERDITE

Al termine di ciascun esercizio si analizzerà nell’ambito dell’organizzazione dell’associazione professionale l’apporto di lavoro di ogni singolo associato, al fine di una giusta perequazione dell’attività svolta dai medesimi e della attribuzione delle quote di partecipazione agli utili da deliberarsi in sede assembleare con verbale trascritto sul libro delle assemblee redatto di comune accordo tra gli associati. Nella stessa misura saranno sopportate le eventuali perdite.

ART. 14 – LIBRI SOCIALI

Oltre alle scritture previste dalle normative civili e fiscali vigenti, l’associazione professionale tiene il libro delle delibere sul quale vengono riportate le delibere dell’assemblea ed eventual-mente il regolamento.

ART. 15 – IMPOSTE E RITENUTE

Le imposte, tasse e contributi relativi all’attività professionale svolta in forma associata sono a carico dell’associazione professionale; le imposte e i contributi personali degli associati restano a loro carico.

Le ritenute vengono imputate ai singoli associati in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili ai sensi degli articoli 5 e 22 del DPR 917/86. A sensi di quanto previsto dall’Agenzia delle Entrate con la CM 56/E/09, l’associazione potrà utilizzare in compensazione le ritenute riattribuite dagli associati in quanto non utilizzate. Le ritenute riattribuite verranno pagate dall’associazione agli associati entro l’anno successivo quello di maturazione, in ragione dell’ammontare delle ritenute restituite da ciascuno, ammontare da determinare a seguito di compilazione della dichiarazione annuale degli associati stessi. Il presente accordo, per esplicita volontà degli associati, ha valore per le ritenute maturate con riferimento al periodo d’imposta 2013 così come per i successivi, senza necessità di ulteriore accordo scritto, salvo facoltà di revoca; detta revoca dovrà essere comunicata all’associazione entro il termine del periodo d’imposta cui dette ritenute si riferiscono.

ART. 16 – DURATA – MODIFICAZIONI STATUTARIE

La durata dell’associazione professionale è fissata dal giorno d’oggi fino al 31/12/2050, con possibilità di prorogarla con decisione assunta all’unanimità degli associati.

ART. 17 – RECESSO

Ogni associato può recedere dall’associazione professionale dandone comunicazione mediante lettera raccomandata agli altri associati con preavviso di 6 (sei) mesi. Gli altri associati possono non avvalersi del termine di preavviso, nel qual caso la dichiarazione di recesso avrà efficacia immediata.

Durante il periodo di preavviso l’associato recedente deve portare a termine le singole prestazioni in corso nonché passare formali consegne delle pratiche del medesimo trattate senza indugio e comunque in modo da non arrecare danno alla clientela.

ART. 18 – ESCLUSIONE E SOSPENSIONE

Gli associati possono essere esclusi dall’associazione professionale per gravi inadempienze delle obbligazioni sociali e per sopravvenuta inidoneità a svolgere l’opera conferita. La sospensione di un associato dall’esercizio della professione comporta la sospensione dei suoi diritti connessi al rapporto sociale. Nel periodo di sospensione dell’associato non è consentita la menzione dello stesso nella corrispondenza o negli atti della associazione.

ART. 19 – MORTE

In caso di morte di uno degli associati gli altri dovranno liquidarne la quota agli eredi sulla base di una situazione patrimoniale riferita alla data del decesso. Entro 12 (dodici) mesi da tale data dovrà effettuarsi il pagamento agli eredi di una somma di denaro che rappresenti il valore della quota determinato in base alla suddetta situazione patrimoniale.

ART. 20 – LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA

In caso di recesso, inabilità o morte, all’associato uscente o ai suoi eredi sarà riconosciuto dall’associazione professionale una indennità compensativa di ogni e qualsiasi suo diritto e ragione. L’indennità sarà calcolata tenendo conto dei seguenti elementi:

– la quota di patrimonio di sua spettanza costituita da mobili, macchine, arredi ed immobili acquistati dall’associazione professionale;

– le quote di utili non ripartite sulla base dell’ultimo bilancio annuale approvato aumentate forfetariamente delle quote di utili relative all’esercizio in corso comprendendo negli stessi gli onorari da riscuotere dai clienti a quella data, conteggiati pro-rata fino alla data dello scioglimento del rapporto associativo;

– la quota riferibile all’avviamento, calcolata avendo come base il volume d’affari annuo. Nell’ipotesi di recesso, la liquidazione di suddetta quota avverrà, al fine di verificare l’eventuale clientela stornata all’associazione professionale, dopo 12 mesi dall’uscita dallo stesso. Se al termine di suddetto periodo l’importo risultante sia costituito da un debito nei confronti dell’associazione professionale tale importo sarà corrisposto nel termine di dodici mesi.

ART. 21 – CESSIONE DELLA QUOTA

L’associato che intende cedere le proprie quote è tenuto a darne comunicazione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno agli altri, i quali potranno esercitare il diritto di prelazione.

Nel caso in cui quest’ultimo diritto non venga esercitato, si dovrà, di comune accordo tra le parti, individuare un professionista di gradimento degli associati.

ART. 22 – NON CONCORRENZA

Nell’ipotesi di recesso o di collocamento a riposo, l’associato si impegna a non sollecitare attivamente i clienti dell’associazione professionale affinché lo seguano e a non porre in essere anche di fronte ai terzi atti che siano in meno che corretta nonché diretta concorrenza con l’associazione professionale e che possano indurre ad uno storno di clienti della stessa. A tal fine l’associato in questione si impegna ad accettare che l’associazione professionale comunichi ai clienti il suo recesso o collocamento a riposo.

ART. 23 – SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

L’associazione professionale si scioglie per volontà degli associati ovvero per mancanza della pluralità degli associati, se nel termine dei sei mesi questa non viene ricostituita.

Addivenendosi per qualsiasi causa allo scioglimento dell’associazione professionale, la liquidazione è fatta da uno o più liquidatori, nominati con il consenso di tutti gli associati o, in caso di disaccordo dal Presidente del Tribunale.

Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bilancio finale e proporre agli associati il piano di riparto. Il bilancio, sottoscritto dai liquidatori, e il piano di riparto devono essere comunicati mediante raccomandata agli associati, e si intendono approvati se non sono stati impugnati nel termine di due mesi dalla comunicazione.

ART. 24 – RESPONSABILITÀ DELL’ASSOCIATO USCITO E DEI SUOI EREDI

In caso di scioglimento del rapporto sociale limitatamente a un associato, l’associato uscente e i suoi eredi risponderanno per le obbligazioni sociali sino al giorno in cui si verifica lo sciogli-mento ai sensi dell’art. 2290 c.c.

ART. 25 – RINVIO ALLE DISPOSIZIONI DEL CODICE CIVILE

Per quanto non espressamente previsto dai patti sociali o da diversi accordi, gli associati convengono che i rapporti connessi al rapporto associativo vengano disciplinati dalla normativa vigente in materia di professioni intellettuali e, in quanto compatibile, di società semplice.

ART. 26 – CONTROVERSIE

Per qualsiasi controversia in relazione al contenuto del presente Statuto, è competente il Tribunale di Mantova.